Gianni ci ha lasciato.
Era malato, ma ancora pervaso dallo spirito allegro che lo ha accompagnato per tutta la vita.
Curioso, innamorato delle cose che gli accadevano intorno, attento agli eventi che osservava con occhio critico è stato un maestro prima, un collega e un amico sincero, oltre che una miniera di idee e stimoli per tutti.
Lo ricordiamo come professore Ordinario di Progettazione Ambientale, Vicepreside della Scuola di Architettura e Società del Politecnico di Milano, come fondatore e direttore del Corso di Laurea in Architettura Ambientale, direttore della rivista “Il Progetto Sostenibile”, ma lo ricordiamo anche per cose che vanno oltre i suoi meriti scientifici, la sua acuta intelligenza e l’apertura mentale.
Chi conosceva a fondo Gianni Scudo ne apprezzava la correttezza, la disponibilità, la gentilezza e la simpatia, qualità rare che praticava quotidianamente. Era diventato vegetariano per questioni salutistiche, ma anche perché si era reso conto dell’impatto sull’ambiente della dieta a base di carne, era diventato ciclista militante perché aveva preso coscienza del peso della mobilità privata. Ha saputo costruire relazioni e ha riconosciuto un valore in ognuna delle persone che hanno avuto il privilegio di lavorare con lui, in una delle sue mille passioni. Praticava quello in cui credeva e questo è stato il più grande insegnamento per i ricercatori e gli studenti che hanno lavorato con lui.
Gianni era docente straordinario e poteva parlare per ore di sostenibilità nell’architettura collegando storie antiche ed eventi contemporanei, ma sapeva anche ascoltare e, se necessario, era in grado persino di cambiare idea
Gianni Scudo lascia un grande vuoto nel mondo accademico, ma uno ancora più grande nella società dove scarseggiano persone corrette e coerenti quale era lui.
Alessandro Rogora e Valentina Dessì