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Il Consiglio Direttivo della SITdA ricorda la figura di Franco Donato, docente di Tecnologia dell'Architettura dell'Ateneo "G. d'Annunzio" di  Chieti-Pescara, per il suo acuto senso critico e il profondo impegno nell'attività di ricerca.

"Impossibile parlare di Franco Donato, scomparso a Roma il 28 dicembre scorso, senza ricordare il suo tratto più immediato ed evidente: un’intelligenza acuta, curiosa e vivace, e un modo di argomentare segnato da una non comune brillantezza. Non sottolineo questa sua caratteristica perché attiene ai rapporti di amicizia, alla lunga quotidianità, accademica e personale, attraversata insieme. Certo era un piacere scambiare opinioni con Franco sull’architettura e su altro, ma la sua brillantezza non si esauriva nella conversazione, nell’esprit de finesse e nelle battute, peraltro prontissime e sempre argute. Era, invece, una qualità sostanziale, che produceva una precisa idea di architettura, una visione dell’uomo e del rapporto con il suo habitat (ricordo tra l’altro che Donato è stato apprezzato autore di uno dei primi programmi televisivi di divulgazione sui temi dell’ambiente, intitolato proprio Habitat). Una visione profondamente laica, aperta, non ideologica, meglio: anti-ideologica. Il prefisso battagliero “anti” è necessario perché a metà degli anni Settanta, quando Eduardo Vittoria lasciò la Facoltà di architettura a Pescara, le discipline progettuali restarono solidamente in mano alla Tendenza, che lo stesso Donato descrisse come “una macchina da guerra impressionante, dotata di una fortissima carica ideologica, e capace di chiudere ogni discorso laico sul progetto”. E’ qui che il riferimento alla intelligenza di Franco mi appare fondamentale: non era possibile, per lui, chiudersi nelle certezze assolute, rassicuranti e schematiche, proposte dalla Tendenza, evitare di porsi domande imbarazzanti e libere, di ignorare qualunque riferimento interdisciplinare, nel disimpegno verso la dimensione sociale e tecnica del progetto. Architetto di grande capacità (suo è anche il progetto del Campus universitario di Pescara), fu Preside della Facoltà abruzzese, con una specifica attenzione all’ambiente costruito che oggi appare acquisita ma all’epoca era lungimirante e anticipatrice. Ci piace ricordare del suo insegnamento la costante attenzione alla complessità dei temi che si rispecchiano nel progetto: una linea oggi naturalmente accettata, ma difficile da difendere in quegli anni, e che Donato ha avuto il merito di sostenere con ricchezza culturale e ostinata intelligenza".
Luigi Cavallari, 3 gennaio 2020

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