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"Nel pomeriggio di giovedì 25 luglio è venuto a mancare Pierangelo Cetica già ordinario di Tecnologia dell’Architettura e poi di Progettazione Ambientale, preside della Facoltà di Architettura dell'Università di Firenze e direttore del Dipartimento di Processi e Metodi della Produzione Edilizia.
 Cetica è stato professore, maestro e amico di molti di noi e insieme con lui abbiamo perso un testimone importante della storia della nostra facoltà.
 Una storia iniziata con il padre professor Aurelio Cetica che era stato un architetto importante per Firenze e che aveva spinto il figlio a diventare ingegnere perché voleva che le competenze di architetto e ingegnere fossero unite, in una visione che prefigurava già il ruolo della Tecnologia dell'architettura come poi è stato sviluppato nella nostra facoltà. 
Pierangelo 25 anni fa fu tra i fondatori e il primo direttore del Centro di Ricerca Interuniversitario ABITA, (Architettura Bioecologica e Innovazione Tecnologica per l'Ambiente) perché seppe cogliere prima di molti altri le istanze ambientaliste e di sostenibilità, anche se allora non si usava questa parola, facendo della Facoltà di Architettura di Firenze un centro propulsivo di queste tematiche e un coordinamento che è rimasto per molti anni riferimento nazionale e internazionale.
 Cetica, nato nel 1931 a Foiano della Chiana, si era laureato in Ingegneria Civile Edile a Bologna con Giovanni Michelucci. Negli anni ’60 è stato protagonista insieme con Pierluigi Spadolini degli sviluppi dell’area tecnologica e del design e negli anni ’70 contribuisce all’affermazione della Scuola Fiorentina che vede la fondazione dell’Istituto di Progettazione per l’Industria e le Tecnologie Speciali, poi confluito nell’Istituto di ricerca architettonica come Unità funzionale di Processi e metodi dell’edilizia industrializzata. Attento osservatore e studioso delle tendenze dell’architettura e dei fenomeni di sviluppo della città, è stato presidente del Centro Internazionale di Studi sul Disegno Urbano e ha mantenuto sempre vivo il suo interesse culturale e scientifico, continuando a scrivere numerosi saggi e a promuovere iniziative sul progetto di architettura e della città.
 Credo che chi lo ha conosciuto come Professore e come collega non possa dimenticare la sua cultura e competenza, la sua pacata ironia, la disponibilità ad ascoltare gli altri e a trovare insieme delle soluzioni di intelligente compromesso.
Pierangelo se ne è andato via silenziosamente, come silenziosamente era andato in pensione, lasciando libri e saggi importanti a testimonianza della sua opera e poi si era ritirato in campagna come facevano i personaggi pubblici della Roma antica, nel loro hortus circondati dall'affetto di familiari e amici. Pierangelo ci lascia un vuoto, una grata memoria e un esempio di equilibrio che ci accompagnerà nel nostro lavoro".
 Marco Sala
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